HCB-Junior: Gilli Davide a Calgary
Davide ha iniziato la sua carriera nell'HC Bolzano. A 12 anni è passato all'EV Bozen per poi approdare all'HC Merano. Nella passata stagione è tornato tra i Foxes diventando Vice-Campione d'Italia U20.
In un intervista Davide ci svela i motivi della sua scelta, ci racconta della sua esperienza e dei suoi sogni.
1. Davide presentati un pò per chi non ti conosce
Ciao sono Davide Gilli, nato a Bolzano (1993).
Posso giocare sia da centro che da ala. Ho indossato molte maglie, giocando tornei con varie squadre e con orgoglio anche la maglia della nostra Nazionale. Ho incominciato a giocare ad hockey nel HCB Junior, poi, visto che alcuni miei cari amici giocavano nell EV Bozen 84, mi sono trasferito li.
Dopo un Camp estivo l’allenatore del Merano mi convinse a giocare per loro e lì ho vinto due titoli italiani nel 2008 e 2009 (u16 / u17). Grandissime stagioni. Lo scorso anno ho dovuto dedicare un po’ più tempo alla scuola in modo da prendere la qualifica di operatore chimico biologico con un buon voto, quindi per risparmiare il tempo sui viaggi, sono tornato all’HCB Junior dove ho avuto una splendida stagione arrivando secondo nel campionato U20.
2. Hai da poco lasciato l’Italia, come mai la scelta dell’America?
Mio padre è nato in Canada ed io ho quindi la doppia cittadinanza. La scelta è stata fatta principalmente per provare un’altra realtà hockeistica e per migliorare il più possibile in questo settore, ma non è nemmeno da sottovalutare i vantaggi di imparare una lingua in più o di immergersi completamente in una nuova cultura. Così ora mi trovo a Calgary, vivo da amici di famiglia, vado a scuola qui e gioco per i Calgary Royals.
3. Come ti stai trovando in questa realtà?
Sono arrivato ad Agosto e devo dire che mi trovo molto bene, la gente in generale qui è diversa ed anche la mia famiglia è davvero molto ospitale e disponibile.
Per l’hockey invece è una realtà davvero molto diversa:
Moltissimi giocano a questo sport e si trovano ragazzi che lo fanno cosi per hobby fino a ragazzi fortissimi. Tutti trovano il campionato che più gli si addice. Qui a Calgary i giocatori fanno dei provini verso fine estate per le squadre in cui vorrebbero giocare.
Ci sono vari campionati in cui si può finire: 10 di community hockey (un hockey aperto a tutti, dopo i provini ti smistano nella squadra che più si addice al tuo livello, dalla community 1 alla community 10) poi ci sono i campionati AA e AAA di elite hockey.
Io ho fatto i provini per giocare in una squadra di elite hockey e, dopo essere stato draftato sia in AA e sia in AAA, c’è stato quasi un mese di provini finché sono stato confermato nella squadra in AA.
E’ stata una selezione durissima, partita dopo partita e allenamento dopo allenamento i giocatori venivano scartati in continuazione e naturalmente tutti davano il massimo per non uscire.
4. Parliamo di futuro, che obiettivi ha Davide?
Per il mio futuro ho un sogno, ed è quello di rimanere qui a vivere e giocare, amo davvero questo posto, amo questo sport ed il modo in cui viene giocato qui. Ora devo vedere come vado con la scuola, se tutto va bene prendo la maturità, poi si deve pensare se il prossimo anno iniziare subito un’università oppure aspettare e dedicare un anno o due all’hockey puntando ad essere notato da una squadra che ti paghi l’università.
Se questo per qualche motivo non sarà possibile tornerò in Italia dove mi piacerebbe trovare una squadra di A2 che mi dia la possibilità di crescere.
America significa spesso sognare la NHL, Davide ci pensa mai?
Vado spesso a vedere i Calgary Flames, è uno spettacolo pazzesco ed un emozione indescrivibile andare a vedere le partite.
La gente ama tutto questo e quindi ogni ragazzo che gioca qui sogna l’NHL. Allo stesso tempo andarli a vedere ti fa anche capire che bisogna stare con i piedi per terra.
Comunque chissà… il futuro è imprevedibile ed io certamente continuerò a dare il massimo per riuscire a giocare il più alto livello di hockey possibile.
5. Cosa ti manca invece dell’Italia?
Dell’Italia per ora mi mancano gli amici più cari. Ed anche una buona pizza ogni tanto non sarebbe male (ride)
Un saluto ai fans italiani?
Saluto tutti quelli che credono o hanno creduto in me durante la mia carriera, quelli che mi hanno dato opportunità e fiducia, quelli che vengono alle partite, quelli a cui piace il mio modo di giocare ma anche quelli che amano l’hockey, quelli a cui piace il gioco cosi com’è stato inventato.
Invito anche tutti a credere nei propri sogni e a non mollare mai. Ho imparato che tutto è possibile.











