{"id":969632,"date":"2025-05-30T09:41:57","date_gmt":"2025-05-30T08:41:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hcb.net\/grazie-mike\/"},"modified":"2025-05-30T09:41:57","modified_gmt":"2025-05-30T08:41:57","slug":"grazie-mike","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hcb.net\/de\/grazie-mike\/","title":{"rendered":"Grazie, Mike"},"content":{"rendered":"<p><em>Grazie, Mike. <\/em><\/p>\n<p>Ci sono giocatori che vanno, altri che restano, altri ancora che sono incastonati nella storia di un club. Mike Halmo \u00e8 uno di questi. Il 34enne canadese, dopo sei stagioni con l\u2019Hockey Club Bolzano di cui cinque consecutive, ha deciso di appendere i pattini al chiodo. Inizier\u00e0 dalla prossima stagione una nuova carriera, come assistente allenatore dei Rittner Buam, in AlpsHL.<\/p>\n<p>Halmo era giunto nel capoluogo altoatesino, prima stazione europea, il 6 settembre 2017, come ultimo colpo di mercato a due giorni dalla partenza del campionato. E da quel giorno il suo cuore si \u00e8 indissolubilmente legato a quello della nostra terra. \u201cGuardo in su, verso le montagne, e mi rendo conto di quanto sia bello e unico questo posto\u201d. Era la prima intervista, dopo il suo primo allenamento. La vittoria della EBEL nel 2018 porta anche \u2013 e soprattutto \u2013 la sua firma. \u201cMai calmo\u201d. Bastano poche settimane per farlo entrare nel cuore dei tifosi. Con la sua grinta, il suo carattere, i suoi goal, \u00e8 vero, anche un gioco fisico in alcune occasioni oltre il limite. Eppure Halmo \u00e8 cos\u00ec. Una persona d\u2019oro e dai grandi valori. Un giocatore che, sul ghiaccio e da avversario, finisci magari per odiare. \u201cAncora Halmo! Sempre Halmo! <em>Wiederholungst\u00e4ter<\/em>!\u201d. E lui l\u00ec. Sornione. Con quel mezzo sorriso di chi sa di combinarla grossa, di tanto in tanto. Ma ve l\u2019assicuro: non ha mai voluto fare male davvero, mai. Ma chi ha questo tipo di gioco, a volte, pu\u00f2 suo malgrado oltrepassare l\u2019asticella. Dall\u2019altra per\u00f2 c\u2019\u00e8 chi invece ha potuto goderselo nei colori della squadra del cuore. E non ne avrebbe mai fatto a meno. Perch\u00e9 ogni squadra ha bisogno dei suoi leader. Chi sa trovare le parole giuste in spogliatoio. Chi sa motivare, chi sa arrabbiarsi. Chi sa mettersi in prima linea per difendere un compagno. Chi non si tira mai indietro, non importano gli acciacchi, non importano le botte, non importa nulla. I compagni e la maglia vengono prima di tutto.<\/p>\n<p>Ho ancora negli occhi quel goal che segn\u00f2 a Fehervar, alla sua prima stagione: magia a saltare due avversari e disco in fondo al sacco. Che giocatore, Mike Halmo. Quell\u2019anno mise a segno 48 punti in regular season. Quarantotto. 19 goal e 29 assist. Poi arrivarono i playoffs, quella cavalcata trionfale. E Mike smise di segnare. Prese quel ruolo di cui solo un leader pu\u00f2 farsi carico. Quello che ti fa sgomitare, lottare, combattere per ogni disco lungo ogni centimetro della balaustra. Fisico, baricentro basso. Spostalo tu Mike Halmo, se ci riesci. \u201cCerto, faccio questo lavoro, creo gioco, dispenso assist. Ma aspetta, quando serve il disco te lo butto dentro, non preoccuparti\u201d. Puoi dirlo forte, Mike. 15 aprile 2018, gara 5 di finale, Eisarena di Salisburgo. Serie sul 2 a 2. Due minuti e 28 secondi alla fine della partita, Bolzano avanti 4 a 3. Due penalit\u00e0 consecutive chiamate a Clark e Glira, i Foxes sono in doppia inferiorit\u00e0 numerica e i Red Bulls non perdonano. <em>Boom<\/em>, Raymond. <em>Boom, <\/em>Harris. In 43 secondi sono avanti loro. \u201cNon preoccupatevi, ci penso io\u201d. Mike Halmo fa suo il disco, si accentra, si tuffa. 5 a 5. A 54 secondi dalla sirena. Uno dei goal pi\u00f9 iconici della storia recente dell\u2019HCB. Va bene, il Bolzano quella partita la perder\u00e0 all\u2019overtime, ma il finale lo conosciamo bene. Benissimo. Anche perch\u00e9 ce l\u2019ha raccontato nel dettaglio proprio lui, il nostro numero 91, questa volta nel ruolo di <em>storyteller<\/em> nel docufilm di Daniele Rielli \u201cHockeytown\u201d.<\/p>\n<p>Halmo lascer\u00e0 i tifosi biancorossi con il cuore spezzato pochi giorni dopo, annunciando il suo trasferimento all\u2019Ilves, in Finlandia. E l\u2019anno successivo andr\u00e0 poi in Germania, a Iserlohn.<\/p>\n<p>\u201cMa torna Halmo?\u201d<br \/>\n\u201cVogliamo di nuovo Mike!\u201d<br \/>\n\u201cQuanto servirebbe Mike Halmo a questa squadra\u201d<\/p>\n<p>2 settembre 2020. Ma chi se ne frega del Covid, Halmo torna a Bolzano! Torna a casa sua. Perch\u00e9 i grandi amori fanno giri immensi e poi ritornano, diceva Venditti. E chi siamo noi per smentire Antonello nazionale? Da quel momento le strade non si separeranno pi\u00f9. Tra alti e bassi, Mike ci ha provato per altre due volte in finale a riportare la coppa a Bolzano. Quanto l\u2019avrebbe meritata. Il destino, per\u00f2, a volte d\u00e0 e a volte toglie. Ma \u00e8 stato bello, \u00e8 stato un piacere, \u00e8 stato un onore vederlo con la nostra maglia tutti questi anni.<\/p>\n<p>Si dice spesso che i numeri sono freddi. Eppure parliamo di 676 partite da professionista, di cui la met\u00e0 con il Bolzano. 334 per l\u2019esattezza. Pi\u00f9 di lui, nei 92 anni di storia dell\u2019HCB, da straniero ha fatto solo Sergei Vostrikov. Non uno a caso, ecco. Non solo freddi numeri.<\/p>\n<p>L\u2019amore per la nostra terra lo terr\u00e0 qui. Con un altro ruolo, in un\u2019altra realt\u00e0. Ma Mike ormai \u00e8 diventato \u201cMichl\u201d. E Michl \u00e8 diventato storia del Bolzano.<\/p>\n<p><em>Grazie, Mike.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luca Tommasini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie, Mike. Ci sono giocatori che vanno, altri che restano, altri ancora che sono incastonati nella storia di un club. Mike Halmo \u00e8 uno di questi. Il 34enne canadese, dopo sei stagioni con l\u2019Hockey Club Bolzano di cui cinque consecutive, ha deciso di appendere i pattini al chiodo. Inizier\u00e0 dalla prossima stagione una nuova carriera, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":969629,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-969632","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-team"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hcb.net\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/969632","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hcb.net\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hcb.net\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hcb.net\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hcb.net\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=969632"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.hcb.net\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/969632\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hcb.net\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media\/969629"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hcb.net\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=969632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hcb.net\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=969632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hcb.net\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=969632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}